Autore: Fabrizio

  • Bugia N. 1

    “La Torino-Lione è un progetto vecchio, superato e anacronistico”

    • Che cosa dicono gli oppositori: Il treno è superato, la tecnologia moderna offre altre soluzioni e la ferrovia appartiene al passato.
    • La smentita dei fatti: È esattamente il contrario! La ferrovia moderna è il pilastro mondiale della transizione ecologica e della decarbonizzazione. In tutto il mondo (con oltre 1,17 milioni di km di reti in espansione) si sta investendo massicciamente sul ferro per spostare passeggeri e merci dalla strada. L’Unione Europea ha stabilito per legge l’obbligo di trasferire su rotaia il 30% delle merci entro il 2030 e il 50% entro il 2050. La Torino-Lione applica le tecnologie più avanzate: segnalamento digitale europeo ERTMS, standard per treni merci da 740 metri e manutenzione predittiva con Intelligenza Artificiale.
  • Sicurezza e limiti della linea storica

    SICUREZZA E LIMITI DELLA LINEA STORICA

    Questo approfondimento spiega perché non è possibile “adeguare” la vecchia linea e quali sono le prescrizioni vincolanti imposte dalle Autorità di Sicurezza.

    Un’infrastruttura dell’Ottocento giunta al limite

    La linea storica Bussoleno – Saint Jean de Maurienne (88 km complessivi, con 49,5 km in galleria) è stata inaugurata nel 1871 ed è caratterizzata da pendenze montane superiori al 30‰.

    Limiti tecnici ed operativi:

    • Capacità di traino ridotta: Un solo locomotore sul Frejus trasporta al massimo 650 tonnellate, contro le 1.600 t consentite nei moderni tunnel di base a quota pianura.
    • Sagoma insufficiente: Impossibilità di trasportare i container di ultima generazione (High Cube) e i semirimorchi del trasporto intermodale su treno.
    • Costi di esercizio doppi: Richiede l’impiego della doppia o tripla trazione (più locomotori e più personale) per superare i dislivelli.

    Le rigide prescrizioni del Piano di Soccorso Binazionale (PSB)

    Il vecchio Traforo del Frejus è a canna singola, privo di uscite di sicurezza ogni 500 metri e di sistemi avanzati di ventilazione forzata. Per garantire la sicurezza, le Autorità di Sicurezza di Italia e Francia applicano vincoli prescritti nel Piano di Soccorso Binazionale:

    • Divieto di presenza contemporanea in galleria di più di un treno passeggeri.
    • Divieto assoluto di incrocio tra treni passeggeri e altri convogli.
    • Massimo due treni merci contemporaneamente per binario.

    Conclusione: Queste restrizioni di sicurezza riducono la capacità teorica della linea a un massimo pratico di circa 50 treni al giorno (meno di 30 merci reali), rendendo la linea storica antieconomica e incapace di assorbire i volumi del commercio europeo.

  • I dati del traffico

    I dati del traffico

    Numeri, flussi commerciali e il mito del calo degli scambi

    I dati statistici ufficiali smentiscono la narrazione secondo cui i traffici tra Italia e Ovest europeo sarebbero in costante diminuzione. L’interscambio è solido e in crescita, ma la ferrovia attuale non è in grado di intercettarlo.

    L’interscambio economico: la Francia è il secondo partner d’Italia

    I dati dell’Agenzia ICE e dell’Istat confermano l’importanza strategica dei valichi occidentali per l’economia italiana:

    • 111,2 miliardi di euro: È il valore record dell’interscambio commerciale tra Italia e Francia (dati 2022).
    • +14,1 miliardi di euro: È il saldo attivo (surplus commerciale) a favore dell’Italia nei confronti della Francia.
    • 218,5 miliardi di euro: È il valore totale dell’interscambio dell’Italia con l’Europa occidentale (Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito), con un attivo per il nostro Paese di 37 miliardi.

    Lo squilibrio gomma-ferro ai valichi francesi

    Mentre la quantità di merce che attraversa le Alpi occidentali rimane altissima (46,9 milioni di tonnellate nel 2022 ai valichi francesi del Frejus e del Monte Bianco), la ripartizione dei trasporti (modal split) evidenzia un’anomalia tutta italiana:

    CONFRONTO MODAL SPLIT AI VALICHI ALPINI


    Valichi franco-italiani
    Gomma (camion): ██████████████████████████████████ 93,3%
    Ferro (treno): ██ 6,7%

    Valichi svizzeri
    Gomma (camion): ████████ 27%
    Ferro (treno): ██████████████████████████ 73%

    • 3,5 milioni di TIR all’anno: Attraversano le autostrade e i valichi tra Italia e Francia a causa dell’inadeguatezza della ferrovia storica.
    • Il crollo della rotaia: Nel 1997 la vecchia ferrovia del Frejus trasportava oltre 11 milioni di tonnellate di merce; oggi ne trasporta meno di 3 milioni a causa dei costi elevati e dei limiti fisici della linea montana.

    Sicurezza e ambiente: il nodo delle merci pericolose

    Mantenere l’attuale monopolio del trasporto su gomma rappresenta un rischio ambientale quotidiano per le popolazioni locali:

    • 332.000 tonnellate di GPL: Transitano ogni anno su gomma tra Italia e Francia.
    • 14.400 autocisterne cariche di gas: Percorrono ogni anno la rete autostradale e le gallerie stradali alpine.

    L’effetto della Torino-Lione sui numeri

    Il completamento del tunnel di base permetterà di trasferire su ferrovia 23 milioni di tonnellate di merci, togliendo dalle strade e dalle autostrade alpine oltre 1,5 milioni di camion all’anno e riducendo le emissioni di  di circa 1 milione di tonnellate all’anno.

  • Impatto ambientale e sicurezza

    IMPATTO AMBIENTALE E SICUREZZA

    Sezione dedicata al confronto ecologico tra strada e ferro, al rischio delle merci pericolose e alla protezione dai dissesti idrogeologici.

    Lo squilibrio gomma-ferro e l’inquinamento nelle Alpi

    Attualmente, al confine tra Italia e Francia, il 93,3% delle merci viaggia su gomma (oltre 3,5 milioni di TIR all’anno) e solo il 6,8% su rotaia. A titolo di confronto, in Svizzera la ferrovia assorbe il 73% del traffico merci transalpino.

    Il rischio “invisibile”: 332.000 tonnellate di merci pericolose su strada

    Lo spostamento del traffico sulla viabilità ordinaria e autostradale comporta il transito di enormi volumi di sostanze pericolose nelle vallate alpine. I dati ufficiali evidenziano che ogni anno tra Italia e Francia transitano su strada oltre 332 mila tonnellate di GPL, pari a più di 14.400 autocisterne.

    Resilienza ai cambiamenti climatici

    La frana di Saint-André in Maurienne ha bloccato la linea storica di superficie per oltre un anno e mezzo (dall’agosto 2023 all’aprile 2025), dimostrando l’estrema vulnerabilità delle tratte montane all’erosione e ai dissesti idrogeologici. Il Tunnel di Base del Moncenisio, scavato in galleria profonda, garantisce la continuità dei collegamenti e la totale protezione dai rischi meteorologici.

    Il bilancio ecologico: Il completamento del Tunnel di Base permetterà di trasferire su ferrovia 23 milioni di tonnellate di merci, togliendo dalle autostrade oltre 1,5 milioni di veicoli pesanti all’anno e riducendo drasticamente le emissioni di .

  • Opere compensative e sviluppo per la VAL SUSA

    OPERE COMPENSATIVE E SVILUPPO PER LA VAL SUSA

    Focus sulle risorse destinate al territorio locale per lo sviluppo socio-economico, la tutela ambientale e la qualità della vita.

    Oltre 100 milioni di euro per il territorio

    La realizzazione della Nuova Linea Torino-Lione non è solo un’opera infrastrutturale europea, ma rappresenta un’opportunità di rilancio diretto per i Comuni della Valle di Susa.

    Aree di intervento dei fondi compensativi:

    • Transizione energetica e sostenibilità: Progetti di efficienza energetica negli edifici pubblici, impiantistica rinnovabile e sviluppo di reti di teleriscaldamento.
    • Riqualificazione urbana e viabilità locale: Miglioramento della rete stradale comunale, creazione di piste ciclabili e recupero degli spazi pubblici vicini ai cantieri.
    • Valorizzazione turistica e culturale: Promozione del patrimonio storico, naturale e sportivo della Val di Susa.
    • Monitoraggio ambientale continuo: Monitoraggio costante della qualità dell’aria, delle risorse idriche e dei livelli acustici da parte degli enti di controllo regionali (ARPA) durante tutte le fasi di scavo.